29/01/2014Expo 2015

La Spagna “arriba” ad Expo 2015

La Spagna a Expo 2015
La Spagna a Expo 2015

È ufficiale: anche la Spagna parteciperà a Expo 2015. Il contratto è stato firmato il 27 gennaio alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta e del Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy Brey.

Il documento è stato sottoscritto nell’ambito del vertice intergovernativo Italia-Spagna che si è tenuto a Villa Madama, a Roma, dal Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, e dal Commissario Generale del Paese Maria Teresa Lizaranzu Perinat, presidente di AC/E Accion Cultural Espanola, l’ente per la promozione estera del patrimonio artistico e culturale della Spagna, responsabile dello sviluppo del Padiglione.

Quello con la Spagna è l’86esimo contratto di partecipazione che la società organizzatrice dell’Esposizione Universale ha sottoscritto con i partecipanti ufficiali. A oggi, sono 142 i Paesi e le organizzazioni internazionali che hanno già confermato la propria presenza all’evento.

Il Padiglione della Spagna si svilupperà su una superficie di circa 2.000 metri quadrati e si articolerà, grazie a un gioco di spazi chiusi e aperti, in una struttura armoniosa ed equilibrata ad alto impatto visivo, privilegiando l’impiego di materiali riciclabili e a basso impatto ambientale. Il progetto architettonico e il design dello spazio espositivo saranno oggetto di un bando pubblico di gara, aperto ad architetti e designer.

La Spagna interpreterà il tema dell’Esposizione Universale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” seguendo tre linee guida: tradizione e innovazione nei processi produttivi, con una grande attenzione all’uso sostenibile delle risorse; creatività e innovazione della cucina e delle tradizioni alimentari spagnole, per offrire ai visitatori un viaggio che dalla cucina tradizionale e dalla dieta mediterranea arriva alle interpretazioni più creative che hanno reso la cucina spagnola famosa a livello internazionale; produzione agricola sostenibile, come strumento per preservare il territorio e sviluppare modelli alternativi di turismo.

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