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11/12/2012 Turismo e Destinazioni

Federcongressi&eventi lancia un grido d’allarme contro la fine del Convention Bureau Italia, punto di riferimento per il mercato internazionale

Paolo Zona
Paolo Zona

Esprime grande preoccupazione e disappunto Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, l’associazione delle imprese e dei professionisti attivi nella meeting industry italiana, in merito alla possibile chiusura del Convention Bureau Italia.

Infatti il Consiglio di amministrazione dell'Enit, l'Agenzia Nazionale del turismo, si appresta a deliberare, nella prossima riunione del 19 dicembre, la liquidazione del Convention Bureau Italia SpA, la società preposta a promuovere il Paese quale sede di eventi presso il mercato internazionale, costituitosi nel febbraio del 2011 dopo una lunga attesa da parte degli operatore del settore congressuale che per anni ne hanno richiesto la costituzione.

“Rimettere il tutto in un ufficio dell’ENIT dopo che a me personalmente sia il Ministro Gnudi che il nuovo Presidente Celli avevano detto il contrario, significa decretare la morte della promozione del nostro turismo congressuale” ha dichiarato Zona.

La decisione avviene proprio in un momento di grande difficoltà per la meeting industry nazionale. I dati del nuovo Osservatorio Congressuale Italiano (OCI), presentati di recente, sono infatti negativi: nel 2011, rispetto al 2010, si registra un -2,88% di incontri (valore assoluto oltre 400mila), un -3,01% di partecipanti (quasi 33 milioni), un -13,10% di giornate di presenza congressuale (48 milioni e mezzo) e un - 12,82% di pernottamenti (oltre 20 milioni)

Di qui, Zona sottolinea l’assoluta necessità di un organismo di promozione coordinata dell’industria degli eventi italiana, un Convention Bureau super partes e indipendente, dotato di risorse umane specializzate, di strumenti operativi idonei e di fondi gestibili in autonomia, al pari di quanto già avviene da molti anni in altri paesi come Austria, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Svizzera.

“Il CB era un riferimento per il mercato internazionale, e per un attimo ci si era illusi che anche l’Italia si fosse messa sullo stesso livello promozionale delle altre nazioni. Ora si
dovrà prendere atto che non riusciamo nemmeno in quello in cui paesi che turisticamente esprimono molto meno di noi, riescono” aggiunge il presidente di Federcongressi&eventi.

“Continueremo a batterci perché l’Italia congressuale abbia una struttura dedicata alla propria promozione nel mondo, come hanno moltissimi nostri competitor. Abbiamo costituito un comitato di soci che produrrà, in queste settimane, una lista di proposte collaborative, una sorta di “quaderno” con i capisaldi di un’efficace azione di marketing verso l’estero, e ci piacerebbe che queste proposte venissero prese come punto di partenza per una strategia operativa finalmente efficace” conclude Zona.


Tag: Federcongressi&eventi, Convention Bureau Italia
Turismo e Destinazioni
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