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18/03/2014 Studi e Ricerche MICE

Città italiane, smart ma non abbastanza

Roma
Roma

La città italiana più smart? Roma, insieme a Bologna, Torino e Firenze. Lo rivela uno studio di Between, società di consulenza nel settore Ict, che ha tracciato una graduatoria sulle “Smart cities” in ambito di cultura e turismo. Con il risultato che sono ancora poche, in Italia, le località visibili e accessibili sul web, con un forte gap competitivo a livello internazionale.

L’analisi è un utile indicatore anche per chi si occupa di business travel, di organizzazione congressuale o per i professionisti che si muovono spesso per lavoro: sempre di più, infatti, si cercano informazioni via web, scegliendo quei portali, app, social network o tecnologie capaci di aggregare in digitale l’offerta turistica-culturale delle varie località. A livello nazionale, la ricerca segnala che la città più smart è Roma. La capitale offre infatti un sistema di portali tematici che permette di informarsi e prenotare alberghi e monumenti e molti servizi all’utenza via web e app.

Le medie città d’arte e di turismo seguono in classifica: Rimini, Ferrara, Ravenna, Bolzano e Bergamo sono comunque nella “top 10”. Tra le città piccole (con meno di 80.000 abitanti) Siena è l’unica tra le prime dieci e insieme a Urbino l’unica tra le prime 20. Reggio Calabria è la prima città del Sud (al 11mo posto), e complessivamente sono solo sei le città meridionali in prima fascia (oltre a Reggio Calabria, anche Lecce, Cagliari, Olbia, Catania, Napoli e Potenza).

Lo Smart City Index segnala anche come si muovono le città italiane verso il digitale nel turismo e nella cultura: come ricorrono al web per la promozione e la vendita, come usano i social network per segmentare la clientela e per legare i propri servizi a communities, come erogano via app servizi in mobilità, come valorizzano la cultura attraverso le nuove tecnologie. Purtroppo, ancora molto c’è da fare, anche in ambito Mice: solo il 14% dei Comuni offre sul web la possibilità di prenotare le strutture ricettive, a partire dal proprio portale specifico o dalle proprie pagine dedicate al turismo e alla cultura. Solo quattro comuni consentono l’acquisto on-line di biglietti per i punti di interesse (musei, monumenti, ecc.). Nei casi più carenti, l’informazione è troppo dispersa sui vari siti web territoriali, manca un punto d’ingresso unico e mancano link chiari tra i portali fatti dai vari enti pubblici (Comune, Provincia, Regione, APT, ecc.) che insistono sullo stesso territorio.


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